Febbraio 2017

La piccola Presley e la responsabilità delle aziende produttrici di armi

Brescia, 9 febbraio 2017

Il video di una bambina statunitense cui viene regalato un fucile da tiro sportivo postato in evidenza sulla pagina Facebook di Beretta U.S.A. ha fatto il giro del mondo, ottenendo migliaia di visualizzazioni e un ampio numero di commenti in buona parte critici. Possiamo comprendere le reazioni contrastanti e lo sdegno evidenziati da più parti: crediamo però che queste pur legittime manifestazioni possono correre il rischio di allontanarci da alcune questioni di interesse generale.

La Fabbrica d’Armi Pietro Beretta, principale produttrice italiana di armi leggere e una delle più importanti imprese del settore a livello internazionale, presenta infatti come molte altre aziende del comparto, diverse criticità soprattutto per quanto concerne la trasparenza e la responsabilità sociale d’impresa.

Alle aziende italiane ed europee di questo settore è stato più volte chiesto da parte delle associazioni attente al controllo del commercio di armi, di rendere pubbliche le produzioni, per quantità e tipologie d'arma, i committenti, e gli effettivi utilizzatori finali dei prodotti, gli istituti di credito di supporto, le reti di trasporto e di consegna e gli intermediatori commerciali. Non ci risulta sia mai stata data risposta a queste domande e a tutt'oggi le sulle esportazioni di armi di tipo militare e ancor più riguardo a quelle destinate ad apparati di sicurezza, pubblici e privati, ed anche per le così dette “armi comuni”, permangono ampie zone d’ombra.

Si tratta di informazioni che, sulla base di legislazioni spesso compiacenti, non sono richieste dalle norme vigenti nemmeno nei paesi europei, ma che potrebbero essere fornite, senza violare la necessaria riservatezza, nell’ambito delle politiche di responsabilità sociale d’impresa di cui gran parte delle aziende del settore si è dotata. La trasparenza in questo settore è infatti un elemento essenziale per un effettivo ed efficace controllo dei movimenti di armi, per prevenire forme di traffici illeciti e per una maggior sicurezza a livello internazionale.

L’emozione di Presley, la bambina del filmato, non deve soprattutto farci dimenticare le tante vittime legate all’uso delle armi negli Stati Uniti. In quel paese tra le 600 e le 800 persone muoiono ogni anno per incidenti legati alle armi da fuoco. Nel solo 2009, secondo un recente studio di “Pediatrics”, 7.391 bambini o adolescenti sono stati ricoverati per ferite da arma da fuoco, ferite che sono la seconda causa di morte tra i bimbi americani. Senza dimenticare che la presenza di una pistola o di un fucile aumenta del 400 per cento la possibilità di lesioni gravi in una casa.

Più in generale, dobbiamo purtroppo segnalare che le armi leggere e di piccolo calibro costituiscono, secondo l’inequivocabile e storica dichiarazione dell’allora Segretario Generale delle Nazioni Unite, Kofi Annan ONU, le armi di distruzione di massa" del nostro tempo. Da diversi decenni le morti per armi da fuoco sono, costantemente, tra le 250.000 e le 300.000 all’anno, circa un morto ogni 2 minuti. Le aziende italiane ed europee del settore hanno dato il loro contributo sia nella diffusione dei loro prodotti ad uso civile”, sia con armi di tipo militare che hanno alimentato i numerosi conflitti armati che si stanno susseguendo senza sosta da oltre un ventennio nel mondo.

Alla luce di tutto ciò, l’emozione e l’indignazione per quanto accaduto, senza azioni e scelte conseguenti, rischia di essere sterile ed avere un valore circoscritto. È fondamentale richiamare tutti gli operatori del settore alle loro precise responsabilità, essendo consci che solo l’impegno determinato e costante di tutti noi può fermare la barbarie e i drammi che si consumano ogni giorno in tante parti del mondo.

Si veda:

John M. Leventhal, Julie R. Gaither, Robert Sege, Hospitalizations Due to Firearm Injuries in Children and Adolescents, pubblicato sulla rivista Pediatrics, February 2014, Volume 133 e qui disponibile:
http://pediatrics.aappublications.org/content/133/2/219

Osservatorio Permanente sulle Armi Leggere e le Politiche di Sicurezza e Difesa (OPAL)

L’Osservatorio Permanente sulle Armi Leggere e le Politiche di Sicurezza e Difesa (OPAL) di Brescia è un’associazione attiva dal 2004, promossa da diverse realtà dell’associazionismo bresciano e nazionale (Collegio Missioni Africane - Missionari Comboniani, Commissione Giustizia e Pace - Diocesi di Brescia, Associazione per l’Ambasciata della Democrazia Locale di Zavidovici - onlus, Camera del Lavoro Territoriale di Brescia “CDLT”, Pax Christi, Centro Saveriano Animazione Missionaria – Missionari Saveriani, S.V.I. Servizio Volontario Internazionale) e da singoli aderenti, per diffondere la cultura della pace ed offrire alla società civile informazioni di carattere scientifico circa la produzione e il commercio delle “armi leggere” con approfondimenti sull’attività legislativa di settore. L’Osservatorio è un luogo scientifico indipendente di ricerca, monitoraggio, analisi e di informazione al pubblico, nazionale ed estero, sulla produzione e commercio delle “armi leggere e di piccolo calibro”, specificatamente in Lombardia, ma con attenzione anche al territorio nazionale ed europeo. Membro della Rete Italiana per il Disarmo, l’Osservatorio, nello svolgimento delle sue attività, ha promosso a Brescia diverse rassegne cinematografiche sui temi del traffico delle armi, della nonviolenza, dell’emigrazione e di storie di vite resistenti, sostenuto spettacoli teatrali contro la cultura delle armi e la guerra, ha elaborato progetti educativi/formativi per interventi nelle scuole e pubblicato sei annuari:

- Il peso delle armi leggere. Analisi scientifica della realtà italiana, EMI, 2007
-
Armi, un’occasione da perdere. Le armi leggere e il mercato italiano, EMI, 2009
-
Difendiamoci dalle armi. Finanza, immaginario collettivo e nonviolenza, EMI, 2010
-
La pace oltre le armi. Produzione ed esportazione di armi, riconversione, educazione alla pace, EMI, 2011 - Affari di armi, percorsi di pace. Attualità, ricerca e memoria per la pratica della nonviolenza, EMI, 2012
-
Commerci di armi, proposte di pace. Ricerca, attualità e memoria per il controllo degli armamenti, GAM 2014 

 

Anno di pubblicazione della Notizia:

Una settimana di azione per la messa al bando delle armi nucleari: anche l'Italia partecipi ai negoziati ONU

Anche in Italia rilanciata la “Week of action” internazionale a sostegno dei negoziati per la messa al bando delle armi nucleari, che si svolgeranno nel 2017 in sede ONU. Senzatomica e Rete Italiana per il Disarmo chiedono che anche il Governo italiano partecipi ad una scelta di coraggio e lungimiranza per conto dell’umanità presente e futura

Il 2017 sarà un anno cruciale per l’obiettivo di un mondo senza armi nucleari: lo scorso 23 dicembre 2016 l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha infatti adottato a larga maggioranza – 113 Paesi a favore, 35 contro, 13 astenuti, confermando una precedente decisione in seno al Primo Comitato sul Disarmo - una storica risoluzione per la convocazione di negoziati per un Trattato che proibisca le armi nucleari.

A partire dal marzo 2017 (e poi in una sessione più lunga e strutturata durante l'estate) le Nazioni di tutto il mondo avranno la possibilità di incontrarsi per iniziare un dibattito e ipotizzare azioni concrete per l'eliminazione degli armamenti più distruttivi e pericolosi della storia umana.
Per la
prima volta anche a livello diplomatico e di legislazione internazionale c’è la concreta possibilità di andare oltre la logica della deterrenza e della non proliferazione, ponendo le basi per un autentico processo di disarmo nucleare, che renda illegale (e non più solo immorale!) l’uso, la minaccia d’uso, il possesso, la detenzione, la costruzione di queste terribili armi di distruzione di massa. Una situazione resa più preoccupante dalla recente situazione politica internazionale e che ha costretto il Bullettin of Atomic Scientist a posizionare il “Doomsday Clock” (orologio che da decenni segna la maggiore o minore probabilità di guerra globale nucleare, e con essa la “fne del mondo”) di mezzo minuto più vicino alla “Mezzanotte” (ora mancano solo due minuti e mezzo). Da qui numerosi appelli anche di scienziati, come quello del Comitato Pugwash, che chiede di “metter in campo tutti gli sforzi per dare impulso ad un percorso verso un mondo libero da armi nucleari”.

Per sensibilizzare l'opinione pubblica su questo importante passo avanti per il disarmo nucleare e per evidenziare la sua importanza storica è stata lanciata dalla campagna internazionale ICAN e inizia oggi venerdì 10 febbraio una Settimana globale di azione (Week of action) che intende concentrare centinaia di azioni e iniziative in tutto il Mondo ed amplifcare la voce di chi chiede il disarmo nucleare totale.

Una settimana di azione in cui anche la società civile italiana intende reiterare la richiesta che l’Italia divenga uno dei paesi leader dei negoziati ed esprima tutto il suo potenziale di creatività e capacità diplomatica nella ricerca di un nuovo paradigma di sicurezza globale che promuova la comprensione reciproca e si lasci alle spalle la logica obsoleta della deterrenza nucleare fondata sulla sfducia reciproca. A

questo fne domenica 12 febbraio i rappresentanti di Senzatomica e Rete Italiana per il Disarmo incontreranno alcuni parlamentari a Firenze dove ha sede il Comitato Senzatomica.

“Purtroppo il Governo italiano non ha sostenuto la risoluzione, preferendo un approccio graduale al disarmo nucleare. Si tratta di una scelta risultata incomprensibile per la società civile italiana, ma – sottolinea Daniele Santi Segretario Generale di Senzatomica – va sottolineato che il voto contrario alla risoluzione non esclude l’Italia dai negoziati che si svolgeranno nei prossimi mesi”. Il nostro Governo ha infatti l'occasione di partecipare alle riunioni di New York per portare il proprio contributo: anzi, New York sarà proprio la sede più adeguata per contribuire – anche con le critiche, le perplessità, le obiezioni – ad un risultato fnale che sia il migliore possibile.

“L'obiettivo di Senzatomica e Rete Italiana per il Disarmo è quello di sostenere l'Italia afnché coraggiosamente abbandoni il gradualismo e si sieda al tavolo del dibattito potendo contare sull’appoggio della grande maggioranza dell'opinione pubblica: la nostra è una richiesta che si accompagna ad un incoraggiamento forte, fondato sulla volontà popolare, espressa da cittadini sempre più consapevoli della posta in gioco”, conclude Santi.

Una richiesta che si inserisce negli auspici di tutta la comunità internazionale per il disarmo nucleare per una presenza fattiva a tali negoziati da parte in particolare dei Paesi che si collocano sotto “l’ombrello nucleare” della NATO, alla cui Alleanza è del tutto possibile partecipare pur opponendosi in toto alle armi nucleari.

“Il nostro primo passo sarà scrivere al Presidente del Consiglio ed al Ministro degli Esteri come abbiamo già fatto in passato, rimanendo però purtroppo inascoltati” commenta Lisa Clark referente per il disarmo nucleare in seno a Rete Disarmo e co-presidente dell'International Peace Bureau (Premio Nobel per la pace 1910). “Speriamo che in questa occasione ci sia più attenzione per la posizione della società civile italiana che rilancia la voce di centinaia di organizzazioni e migliaia di attivisti di tutto il mondo. E riprende soprattutto il grido di dolore dei sopravvissuti alle bombe di Hiroshima e Nagasaki: mai più si usino gli ordigni nucleari!”.

Per supportare la richiesta di una presenza dell'Italia al negoziato che inizierà fra poche settimane le organizzazioni disarmiste italiane andranno a difondere l'iniziativa sui territori e proprio nel corso della “Settimana di Azione” chiederanno il sostegno dei sindaci delle città aderenti alla rete Mayors for Peace, lanciata proprio dalle città di Hiroshima e Nagasaki e che conta centinaia di membri nel nostro Paese. Nei prossimi giorni Senzatomica e Rete Italiana per il disarmo contatteranno direttamente anche i Parlamentari (sia di Camera e Senato che del Parlamento Europeo) per informarli del percorso in sede ONU e per chiedere una presenza signifcativa nel corso della prima sessione di marzo a New York.

Come società civile italiana, insieme ai nostri amici e colleghi di tutto il mondo, noi ci saremo – sottolinea Lisa Clark – sarebbe al contrario grave e spiazzante un'assenza totale della politica e delle istituzioni del nostro Paese”.

Il messaggio che Senzatomica e Rete Disarmo vogliono rilanciare anche in Italia è chiaro: “La sicurezza che desideriamo e intendiamo realizzare è la sicurezza umana, cioè la sicurezza delle persone, fondata sul rispetto dei diritti inviolabili e sul soddisfacimento dei bisogni essenziali. Bisogna trovare il coraggio di agire adesso, per conto dell’umanità presente e futura. E’ il momento di condividere questa grande e nobile impresa”.

__________________________________________

Per ulteriori contatti:

Senzatomica

[email protected] – 339/4175397 Rete Italiana per il Disarmo

[email protected] – 328/3399267

Per informazioni sulla Week of Action internazionale e dettagli sul percorso di negoziazione si veda il sito

www.nuclearban.org 

 

 

Anno di pubblicazione della Notizia:

HIT Show rivela il suo vero volto: un’operazione ideologico-culturale e, adesso, politica per incentivare la diffusione delle armi

Rete Italiana per il Disarmo - Osservatorio Permanente sulle Armi Leggere di Brescia - e  26 Associazioni vicentine

COMUNICATO STAMPA

L’operazione che nei giorni scorsi ha visto protagonista Italian Exhibition Group (IEG), il nuovo ente promotore della manifestazione fieristica HIT Show (Hunting, Individual Protection and Target Sports), in programma a Vicenza dall’11 al 13 febbraio, è tanto incredibile nella sua goffaggine quanto patetica ed inaccettabile.

A seguito delle pressioni di alcuni esponenti del mondo politico veneto[1] e di alcune associazioni di categoria[2], Italian Exhibition Group ha infatti modificato il “Regolamento Visitatore” pubblicato sul sito ufficiale di HIT Show e ha reintrodotto il permesso di ingresso alla manifestazione fieristica a tutti i minori purché accompagnati. Nel regolamento pubblicato in precedenza era stato introdotto il divieto di accesso ai minori di 14 anni, segnalato anche nel modulo di acquisto online dei biglietti di ingresso alla fiera. Inoltre, dal sito ufficiale è stato rimosso il “Regolamento Espositori” che riportava importanti informazioni sulle tipologie di armi che gli operatori possono esporre in fiera. Sabato 4 febbraio sera, Italian Exhibition Group pubblicava, quindi, una nota sulla pagina facebook di HIT Show in cui comunicava che il divieto di accesso ai minori di 14 anni era da attribuirsi ad «un equivoco dovuto ad uno spiacevole refuso».

Si trattava, invece, di un’importante novità del regolamento, di cui era a conoscenza anche l’Amministrazione Comunale di Vicenza, che nei mesi scorsi si era fatta promotrice «presso Fiera di Vicenza dell’opportunità della predisposizione di un Codice di Responsabilità Sociale relativo all’evento HIT Show per l’edizione 2017, da condividere con i diversi portatori di interesse in una interlocuzione costruttiva che coinvolga le associazioni impegnate sul tema del controllo delle armi»[3].

Sebbene il testo che introduceva il divieto di ingresso per i minori di 14 anni mostrasse alcune incoerenze, tanto nel lessico come nel contenuto[4], esso si presentava come un parziale accoglimento delle proposte fatte dalle nostre associazioni, la cui campagna di sensibilizzazione ha raccolto in questi due anni di mobilitazione consensi crescenti nella società e nella chiesa cattolica vicentine. L’aver ritrattato quel testo rappresenta, pertanto, non solo un atto maldestro, ma soprattutto la negazione di un impegno, peraltro già anticipato all’Amministrazione Comunale e, quindi, reso pubblico da Italian Exhibition Group.

Nei mesi scorsi, su invito dell’Amministrazione Comunale di Vicenza, abbiamo avanzato alcune proposte per un regolamento di HIT Show volte a definire, oltre alla ‘questione dei minori’, in modo rigoroso e trasparente le tipologie di armi esposte, a vietare attività propagandistiche, di raccolta firme per petizioni o campagne di qualsiasi genere e raccolte fondi ad esse inerenti. Attendiamo dall’Amministrazione Comunale risposta in tal senso.

Nei fatti, HIT Show è l’unica manifestazione fieristica nei paesi dell’Unione Europea in cui vengono esposti tutti i tipi di armi[5] (per la difesa personale, per il tiro sportivo, per le attività venatorie, per collezionismo, repliche di armi antiche, ecc. tranne quelle propriamente definite “da guerra”) e nella quale è consentito l’accesso ai minori purché accompagnati da un adulto[6]. Riteniamo invece che, al pari di simili fiere nei paesi comunitari, anche a HIT Show debba essere vietato l’accesso ai minori anche se accompagni da un adulto, almeno agli spazi in cui sono esposte le armi[7].

Una chiara e trasparente assunzione di responsabilità etica e sociale crediamo sia particolarmente necessaria per una fiera come HIT Show che, a detta dei suoi promotori, «punta a diventare l’appuntamento di riferimento in Italia e in Europa per il comparto armiero Made in Italy»[8], con una propensione al «business to business»[9].

Quanto è accaduto nei giorni scorsi conferma, purtroppo, i nostri timori già espressi pubblicamente due anni fa: in assenza di un’approfondita riflessione culturale e, soprattutto, di una precisa regolamentazione dell’evento fieristico HIT Show si sta rendendo protagonista di un’operazione ideologico-culturale e, stando agli ultimi sviluppi, persino politica[10] che è in atto nel nostro paese per incentivare la diffusione delle armi in Italia. Riteniamo che questa operazione non possa essere sottaciuta, ma anzi vada biasimata, soprattutto perché sostenuta da Italian Exhibition Group, una società per azioni che annovera tra i suoi soci azionisti diversi enti pubblici tra cui il Comune e la Provincia di Vicenza e la Regione Emilia-Romagna.

Per questo riteniamo che l’Amministrazione Comunale di Vicenza, sede dell’evento, non possa esimersi dal manifestare pubblicamente la propria posizione su questa vicenda, anche in considerazione delle gravi anomalie che la manifestazione fieristica HIT Show presenta nel panorama comunitario europeo e soprattutto – è importante ricordarlo – dello Statuto del Comune di Vicenza che impegna l’Amministrazione a promuovere «una cultura della pace e dei diritti umani».

 

Rete italiana per il Disarmo; Osservatorio permanente sulle armi leggere e le Politiche di Sicurezza e Difesa e le seguenti Associazioni Vicentine: ACLI; Alternativa Nord/Sud per il XXI secolo; Arciragazzi; Arci Servizio Civile; Associazione Civica Vicenza Capoluogo; Associazione Papa Giovanni XXIII; Azione Cattolica; Beati i Costruttori di Pace; CGIL; CISL; Commissione diocesana per la Pastorale Sociale: Lavoro, Giustizia e Pace, Salvaguardia del Creato; Coordinamento dei Comitati Cittadini; Cristiani per la Pace; Donne in rete per la Pace; FIM-CISL; FIOM-CGIL; Fondazione Culturale Responsabilità Etica; Laboratorio Cittadinanza Attiva; Libera; Loma Santa - Terra Promessa; Movimento Internazionale della Riconciliazione – International Fellowship of Reconciliation; Movimento Nonviolento; Pax Christi; Peace Brigades International Italia; Pia Unione Ancilla Domini - Centro Myriam; Servizio Diocesano di Pastorale Giovanile.

 

Per contatti:

Giorgio Beretta (OPAL) - Email: [email protected] - Cellulare: 338-3041742

Piergiulio Biatta (OPAL) - Email: [email protected] - Cellulare: 338-8684212

Francesco Vignarca (Rete Disarmo) - Email: [email protected]  - Cellulare: 328-3399267



[1] Si vedano le dichiarazioni del Consigliere Regionale del Veneto Sergio Berlato (Fratelli d’Italia – AN) di sabato 4 febbraio pubblicate sul sito di informazione VicenzaToday: www.vicenzatoday.it/cronaca/vicenza-fiera-vieta-ingresso-ai-minori-berlato-vergogna.html.

[2] Tra queste va menzionata l’Associazione Cacciatori Veneti – CONFAVI che annunciava l’intenzione di ritirare la propria partecipazione all’evento. Il comunicato è pubblicato al sito: www.iocaccio.it/acv-confavi-ritira-per-protesta-la-proprio-partecipazione-a-hit-show-2017.

[3] Lettera inviata dall’Assessorato alle Comunità e alle Famiglie del Comune di Vicenza in data 11 febbraio 2016 al Presidente dell’Osservatorio sulle Armi Leggere e Politiche di Sicurezza e Difesa (OPAL) e al Coordinatore della Rete Italiana per il Disarmo (Protocollo n. 17966).

[4] Il testo del “Regolamento Visitatore” riguardo ai “Minori”, tutto in grassetto, era così formulato: «Si ricorda che è vietato l’ingresso ai minori di anni 14. I minori non possono accedere agli spazi espositivi se non accompagnati da un adulto. E’ fatto espresso divieto, in ogni caso, da parte dei minori, di maneggiare le armi esposte. Gli accompagnatori dei minori si rendono personalmente responsabili della vigilanza sugli stessi».

[5] La principale fiera nell’UE dove sono esposte tutte le tipologie di armi che sono presenti anche a HIT Show è “IWA Outdoor Classic” che si tiene a Norimberga (Germania) da oltre 40 anni. Ad essa, però, l’accesso è espressamente vietato al pubblico nonché agli appassionati, in quanto la manifestazione ha lo scopo di presentare ai soli operatori qualificati i vari prodotti e le novità del settore. Per quanto riguarda l'ingresso alla stessa è, infatti, chiaramente specificato: «The following are not admitted: sports shooters, children and young people under 18 years of age, private visitors, hunters, members of hunting and sports shooting clubs and all persons not employed in the sectors listed above». Si veda: www.iwa.info/en/visitors/admission.

[6] Tra le fiere nei paesi dell’UE cui è consentito l’accesso al pubblico e non solo agli operatori di settore, segnaliamo la fiera internazionale “Jagd, Fisch und Natur” (in inglese, “Hunting, Fishing and Shooting Sports”), che si tiene a Landshut (Germania). Essa prevede anche l’accesso ai minori, ma la significativa differenza rispetto a HIT Show è che, mentre alla manifestazione vicentina sono esposte anche armi da difesa personale assieme a quelle per la caccia e il tiro sportivo, la fiera bavarese si limita chiaramente alle armi da caccia e di tiro sportivo. Si veda il sito:  www.kinold.de/messen/jagd-fisch-natur-landshut-english.html

[7] Potrebbe essere fatta un’eccezione per i minori praticanti registrati di discipline di tiro sportivo, ma con accesso limitato alle zone dove sono esposte le armi da essi impiegate e, quindi, non in quelle dove siano esposte armi e materiali per la difesa personale.

[8] Così è scritto nel comunicato di HIT Show del 1 dicembre 2014: “Fiera di Vicenza colpisce nel segno!”.

[9] Si veda il comunicato di HIT Show dell’8 febbraio 2017: “Nuova edizione del salone internazionale per i settori caccia, tiro sportivo e difesa personale tra business e attività esperienziali”, disponibile sul sito di HIT Show.

[10] Va segnalata, al riguardo, anche la partecipazione di un esponente politico tra i relatori di uno dei convegni in programma a HIT Show. Il convegno tratterà del controverso tema “La procedura di revisione della Direttiva Europea 91/477 in materia di armi da fuoco civili. Anomalie, problemi, proposte”. Mentre il sito di HIT Show riporta in proposito solo che questo convegno è “A cura di Comitato D-477”, sul sito del Comitato Direttiva 477 è chiaramente annunciata la presenza dell’europarlamentare Stefano Maullu (FI-PPE). Inoltre, il Comitato Direttiva 477 annuncia che sarà presente alla manifestazione HIT Show 2017 per proseguire la sua attività di informazione e mobilitazione «per la difesa dei diritti dei detentori legali di armi». Si veda il sito: www.comitatodirettiva477.it/single-post/2017/02/07/HIT-Show-2017-ci-siamo-anche-noi.

 

Anno di pubblicazione della Notizia:

2017

HIT Show rivela il suo vero volto: un’operazione ideologico-culturale e, adesso, politica per incentivare la diffusione delle armi

Rassegna Stampa del Comunicato del10/02/2017
HIT Show, la fiera italiana delle "armi comuni". Intervista a Piergiulio Biatta
La fiera delle Armi apre ai minori
Fiera delle armi di Vicenza: "Venghino, bambini, venghino..."
Vicenza: la fiera delle armi aperta ai minori
La fiera delle armi apre ai minori: "Operazione politica"
Venghino bambini, venghino al mercato delle armi. A Hit Show salta il divieto di accesso ai minori. Le lobby godono ed il buon senso piange
Hit Show: quando la toppa di un Marzotto è peggio del buco
Fiera delle armi aperta ai minori: una valanga di polemiche
Fiera delle armi Hit Show: Comunicato di Rete Italiana per il Disarmo e Osservatorio OPAL di Brescia
Fiera di Vicenza, Hit Show, Marzotto spara a salve per gli affari
Hit Show, l'unica fiera europea delle armi aperta ai minori
Hit show nel mirino delle associazioni contro le armi: "Operazione ideologica e politica"
Inaugurata la terza edizione di Hit Show: i commenti positivi ufficiali e quelli contrari
L'eco delle scelte non fatte
Tavolo etico e nuovo regolamento: "Due colpi mancati". Don Matteo Pasinato: "Non ci fermiamo"
L'educazione è una responsabilità che riguarda tutti
Dove sta andando Vicenza?
Pastorale Sociale 
Diocesi di Vicenza
Avvenire: Vicenza. La fiera delle armi apri ai minori. Sale la protesta
Show, ragazzini con le armi in pugno: valanga di polemiche
Show Vicenza, 26 Associazioni: <incentiva diffusione delle armi>
 
Hit Show Vicenza, operazione politica per diffondere armi
Le armi a Vicenza. Al via domani in Fiera Hit Show
  1. Lettere al Direttore: <No ai minori all'Hit Show>
  2. Lettere al Direttore: <No ai minori all'Hit Show>
   
Le armi della paura

 

SalvaSalva

SalvaSalva

SalvaSalva

SalvaSalva

SalvaSalvaSalvaSalva

SalvaSalva

SalvaSalva