Presentazione nuovo Annuario di OPAL

"COMMERCI DI ARMI, PROPOSTE DI PACE" 
Mercoledì 12 Novembre alle ore 17.45 la presentazione del nuovo Annuario di OPAL.
Cliccando sulla locandina sottostante tutte le info. 

Rete Disarmo al Parlamento: perché non controllate l’export armato?

La Rete Italiana per il Disarmo Rete Disarmo chiede al Parlamento di esaminare l’export di sistemi militari e continua a denuncia ingiustificate modifiche nella Relazione governativa.
 
Fonte: Rete Italiana per il Disarmo - 29 ottobre 2014

La Rete Italiana per il Disarmo ha inviato ieri una lettera alle competenti commissioni di Camera e Senato e all’intergruppo “Parlamentari per la Pace” per chiedere alle competenti Commissioni di mettere in calendario l’esame della Relazione sulle esportazioni di armi e sistemi militari italiani. Un esame che – nonostante le reiterate richieste della Rete Disarmo – le Commissioni non hanno adempiuto per l’intera legislaturatrascorsa venendo meno al compito di controllo dell’attività dell’Esecutivo in una materia che ha inevitabili implicazioni sulla politica estera e di difesa del nostro Paese. 

 

 

Rete Disarmo: Mandare armi e militari in Iraq peggiora la situazione

Chiediamo che il Parlamento fermi le scelte del Governo italiano

Ancora una scelta militare per l’Iraq: secondo le dichiarazioni alla Camera del Ministro Pinotti non solo mezzi e aerei ma anche l’intervento di oltre duecento uomini. Una scelta sbagliata e inaccettabile – soprattutto se non avrà un nuovo vaglio parlamentare – che spinge la Rete Italiana per il Disarmo a rilanciare la richiesta al Governodi  maggiori dettagli e una supervisione parlamentare e della società civile sull’invio di materiale bellico, e ora forse di militari, in Iraq. Tutto questo mentre i recenti bombardamenti sulle postazioni della milizia dello Stato islamico hanno in realtà rafforzato la situazione sul terreno di ISIS piuttosto che indebolirla...  (Fonte Rete Disarmo)

 

Raggiunte le 50 ratifiche: Trattato sulle armi in vigore a Natale

Con il deposito degli strumenti di ratifica di 7 Stati viene raggiunto e superato il numero di 50 adesioni al Trattato, necessario per far partire il processo di entrata in vigore. Proprio il giorno di Natale questo accordo, che fissa per la prima volta regole internazionali sui trasferimenti di armi, diventerà vincolante per gli Stati aderenti.
 

Il Governo non mandi armi in Iraq, il Parlamento sia propositivo e svolga il suo ruolo di controllo

La responsabilità di proteggere le popolazioni minacciate del Nord dell’Iraq non si esercita fornendo armi alle forze armate curde o irachene, ma semmai inviando una forza di interposizione militare a difesa delle popolazioni e creando le condizioni per interventi di pace.

Rete Italiana per il Disarmo chiede pertanto al Governo di promuovere iniziative efficaci affinché il nostro paese eserciti, in accordo con gli organismi internazionali, il suo dovere alla responsabilità di proteggere e al Parlamento di svolgere un ruolo propositivo e di controllo delle iniziative dell’esecutivo in particolar modo sull’invio di armi e sistemi militari nella regione.

Il Governo italiano non invii armi nelle zone di conflitto

La legge italiana vieta l’esportazione di sistemi militari verso i Paesi in stato di conflitto armato e ribadisce che eventuali diverse deliberazioni del Consiglio dei Ministri sono da adottare solo dopo aver consultato le Camere.
 
“I conflitti e le crisi umanitarie che da settimane stanno scuotendo diversi paesi del nord Africa e del Medio Oriente (Striscia di Gaza, Libia, Iraq, Siria ecc.) non si risolvono inviando armi, ma sospendendo le forniture di sistemi militari a tutte le parti in conflitto e costruendo con impegno soluzioni vere e condivise”. Lo afferma con una nota la Rete Italiana per il Disarmo che, anche in considerazione delle crescenti esportazioni dall’Italia di armamenti nella zona mediorientale, ricorda al Governo come la normativa nazionale ed europea vieti espressamente l’invio di sistemi militari verso i Paesi in stato di conflitto armato. (Fonte: Rete Italiana per il Disarmo) leggi tutto ...

Raid di Israele su Gaza: i prossimi con gli M-346 italiani?

La situazione nella Striscia di Gaza è sotto gli occhi di tutti. In risposta al lancio indiscriminato di razzi da parte di gruppi armati palestinesi – che alcune agenzie di stampa attribuiscono ad Hamas che ne ha rivendicati alcuni – Israele ha risposto con raid aerei il cui bilancio è, finora, di 81 morti e 575 feriti di cui la metà sono donne e bambini.
Israele intende proseguire nell’offensiva denominata “Barriera protettiva”, il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha dichiarato che “la tregua con Hamas non è in agenda” e l’esercito ha dato disposizioni ai carri armati di posizionarsi lungo il confine con la Striscia di Gaza.

Comunicato di OPAL: “Record dell’export di armi bresciane al Medio Oriente e all'Africa”

«Nonostante le reiterate rimostranze delle aziende bresciane, le esportazioni di armi non sono affatto in crisi e anzi trovano nuovi acquirenti nelle zone di maggior tensione interna e di conflitto», dichiara Piergiulio Biatta, presidente di OPAL.

Esportazioni di armi bresciane sostanzialmente stabili nel 2013, ma in forte aumento verso le zone di maggior tensione del mondo come il Medio Oriente e l’Africa. Lo ha reso noto l’Osservatorio Permanente sulle Armi Leggere di Brescia (OPAL) che oggi, sabato 22 marzo con una conferenza stampa ha presentato in anteprima nazionale i dati dettagliati forniti dall’ISTAT sulle esportazioni di armi dalla Provincia di Brescia.

Comunicato OPAL: Imbarazzanti iniziative del Governo italiano e della ditta Beretta in India

Foto: © Il Sole 24 Ore

«Se il Governo italiano intende essere credibile nella sua azione nei confronti delle autorità di New Delhi un asso nella manica ce l’ha: sospenda tutte le esportazione di armi verso l’India»

L’Osservatorio Permanente sulle Armi Leggere di Brescia (OPAL) definisce “sfrontate e imbarazzanti” le iniziative del Governo italiano e della Fabbrica d’Armi Pietro Beretta recentemente promosse in India. Nonostante l’indecente trattamento da parte delle autorità indiane dei due marò italiani, il Governo italiano ha permesso all’azienda a controllo statale Finmeccanica di inoltrare la richiesta di partecipazione al salone militare Defexpo 2014 (New Delhi 6-9 febbraio): richiesta che Finmeccanica si è vista rifiutare dal Ministero della Difesa indiano1 perché una delle sue controllate, l’AgustaWestland, è sotto indagine in India con l’accusa di corruzione. La ditta Beretta, invece, ha partecipato a Defexpo e in quella sede ha annunciato alla stampa internazionale di essere in gara per la fornitura di 66mila fucili d’assalto alle Forze armate indiane.

Comunicato di OPAL - Rete Disarmo - Reti europee: Record di armi europee al Medio Oriente, all’indomani della “Primavera araba”

Rete Italiana Disarmo chiede al Governo Letta (in particolare al Ministero degli Esteri) di riaprire subito il confronto sul tema dell’esportazione di armamenti anche in vista della prossima Relazione governativa

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