L'analisi di OPAL dei dati Istat sulle esportazioni di armi dall’Italia e da Brescia per l’anno 2015

Il 5 aprile OPAL ha presentato i dati Istat ed Eurostat sulle esportazioni di armi dall'Italia e da Brescia per l'anno 2015

I dati recentemente resi noti da Istat e Eurostat mostrano per il  2015 un lieve decremento delle esportazioni di armi e munizioni dall’Italia e da Brescia. Ma persistono le esportazioni di armi per le polizie e gli apparati di sicurezza di regimi repressivi come l’Egitto al quale, nonostante la decisione del Consiglio dell’Unione europea di sospendere le licenze di esportazione “di ogni tipo di materiale che possa essere utilizzato per la repressione interna”, il governo Renzi, dopo aver autorizzato nel 2014 l’invio più di 30mila pistole prodotte nella provincia di Brescia, nel 2015 ha fornito 3.661 fucili, in gran parte esportati da un’azienda della provincia di Urbino.

 

Forniamo qui di seguito solo alcuni rilievi generali, mentre i dati specifici e le tabelle (con i trend esportativi, le zone geopolitiche e di paesi destinatari), i grafici e le analisi di OPAL sono nel Rapporto scaricabile (vedi qui sopra).

I dati presi in esame da Giorgio Beretta (analista di OPAL) sono stati resi noti solo nei giorni scorsi da ISTAT e EUROSTAT e si riferiscono alle specifiche esportazioni di “armi e munizioni” (esclusi gli armamenti complessi come aeromobili, navi, veicoli, carri, ecc.) sia di tipo militare, cioè quelle armi e munizioni che per la loro spiccata potenzialità di offesa sono destinati alle forze armate estere per l’impiego bellico, sia alle armi e munizioni comuni, cioè a tipologie di armi e relative munizioni destinate non solo a rivenditori esteri autorizzati alla vendita al dettaglio di armi per la difesa personale, per le discipline sportive, per le attività venatorie e per il collezionismo, ma che sono esportate anche per l’utilizzo da parte di corpi di polizia e per le forze di sicurezza pubbliche e private. Non verranno presentati, invece, i dati della Relazione della Presidenza del Consiglio sulle esportazioni di sistemi militari, che – ai sensi della Legge n. 185 del 1990 – è stata inviata alle Camere lo scorso 31 marzo, ma che non è stata ancora resa pubblica.

Un esame generale dei dati mostra nel 2015 una contrazione del 3,6% di esportazioni globali dall’Italia “armi e munizioni” (militari e comuni) rispetto al 2014, anno nel quale si era invece registrato un forte incremento: si passa infatti dagli oltre 1,3 miliardi di euro del 2014 ai poco più di 1,25 miliardi di euro del 2015.

La provincia di Brescia – cioè la principale provincia di produzione che ricopre più di un quarto dell’export nazionale di “armi e munizioni” (militari e comuni) – nel 2015 riporta un decremento del 13,9% delle esportazioni di armi e munizioni rispetto al 2014, anno nel quale aveva invece segnato un record ventennale: l’export di armi e munizioni passa infatti dai 346 milioni di euro del 2014 ai 298 milioni di euro del 2015.

Nel 2015, l’Italia si conferma il principale esportatore tra i paesi dell’Unione Europea, di fatto mondiale, di “armi comuni” cioè, di tipo non militare: con quasi 307 milioni di euro di esportazioni l’Italia precede la Germania (151 milioni di euro) e la Croazia (63 milioni di euro), ma nel computo mancano le esportazioni di pistole e revolver dell’Austria che, nonostante sia uno dei maggiori esportatori mondiali di queste armi, inspiegabilmente non fornisce i dati a Eurostat.

Si tratta di armi prevalentemente per la difesa personale, per le discipline sportive e per le attività venatorie: ma tra le “armi comuni” sono comprese anche quelle esportate per l’utilizzo da parte di corpi di polizia e delle forze di sicurezza pubbliche e private. Al riguardo vanno segnalate, anche nel 2014, le consistenti forniture, principalmente dalle province di Brescia e di Urbino, di armi destinate al Messico, Libano, Marocco e Oman: paesi i cui corpi di polizia e di pubblica sicurezza sono stati spesso denunciati dalle organizzazioni internazionali per le reiterate violazioni dei diritti umani.

Vanno infine segnatale le continue esportazioni di armi all’Egitto verso il quale il governo Renzi, dopo aver autorizzato nel 2014 la spedizione più di 30mila pistole prodotte nella provincia di Brescia, nel 2015 ha autorizzato la fornitura di 3.661 fucili in gran parte prodotti da un’azienda della provincia di Urbino: autorizzazioni rilasciate nonostante sia tuttora in vigore la decisione del Consiglio dell’Unione europea – assunta nell’agosto del 2013 e riconfermata nel febbraio del 2014 – di sospendere le licenze di esportazione all’Egitto “di ogni tipo di materiale che possa essere utilizzato per la repressione interna”. L’Italia risulta l’unico paese dell’Unione europea ad aver fornito nel biennio 2014-15 sia “pistole e revolver” che “fucili e carabine” alle forze di polizia e di sicurezza del regime di Al Sisi.

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-       Giorgio Beretta (Analista) berettagiorgio@gmail.com - Cellulare: 338.3041742

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