Comunicati 2016

Comunicato stampa di Rete Disarmo e OPAL sul Convegno sulle armi comuni a Vicenza

Martedì 18 ottobre 2016

La Rete Italiana per il Disarmo e l’Osservatorio Permanente sulle Armi Leggere e le Politiche di Sicurezza e Difesa (OPAL) di Brescia considerano il seminario promosso dall’Amministrazione Comunale di Vicenza sulle armi comuni un passo significativo ed auspicano che possa contribuire anche a definire presto un regolamento generale di HIT Show (Hunting, Individual Protection and Target Sports): un regolamento, cioè, sia per gli espositori che per i visitatori, capace di concretizzare l’assunzione di responsabilità etica e sociale che tale manifestazione fieristica implica. HIT Show è la fiera che da due anni si tiene a febbraio presso il quartiere fieristico vicentino a seguito di un accordo tra Fiera di Vicenza e Associazione Nazionale Produttori Armi e Munizioni Sportive e Civili (ANPAM).

Basta armi italiane a regimi repressivi e in conflitti: il Parlamento assuma proprie responsabilità

Roma, 24 giugno 2016 – COMUNICATO AI MEDIA
Fonte: Rete Italiana per il Disarmo

Bombe e accordi militari italiani continuano a favorire regimi autoritari e conflitti, mentre la trasparenza è sempre più compromessa. Una situazione inaccettabile: Rete Disarmo fa appello al Parlamento affinché ritorni ad occuparsi dell'export militare italiano per una rigorosa applicazione della legge 185/90.
 
Ancora bombe per i conflitti, ancora accordi militari con regimi autoritari che vanno ad infiammare le regioni di maggior tensione del pianeta. E' questa la situazione relativa all'export militare italiano che anche le ultime notizie ci dipingono. E che, ancora una volta, danno ragione a chi come la Rete Italiana per il Disarmo esprime preoccupazione per il continuo deterioramento di trasparenza e controllo sulle vendite di armi. In pieno spregio della legge 185/90.

(AL)ITALIA - Emirati Arabi Uniti - 450 Giorni di guerra in Yemen

                            Brescia, 16 giugno 2016

Yemen© Nigrizia 
 

Nei giorni scorsi alcuni illustri editorialisti hanno scritto, tra il sarcastico e l’indignato, sulle nuove divise dell’Alitalia, la cui proprietà si trova oggi nelle mani degli Emirati Arabi Uniti (EAU).

L’Osservatorio Permanente sulle Armi Leggere di Brescia (OPAL) non ha condiviso per nulla i giudizi sommari, superficiali e liquidatori espressi da formule sprezzanti e parole gravide di pregiudizio come "Europa Saudita" o "il committente è musulmano e si vede" (sic!), come abbiamo letto su La Stampa.

Per leggere la "certificazione" di ciò che accade quando un prodotto italiano finisce in alcuni paesi arabi suggeriremmo un altro tema e, soprattutto, un altro punto di vista.

Da 450 giorni è in corso un'illegale e violentissima guerra in Yemen! Gli EAU sono parte attiva di una larga coalizione - capitanata dall'Arabia Saudita - tra le cui fila spiccano anche Qatar ed Egitto.

L'analisi di OPAL dei dati Istat sulle esportazioni di armi dall’Italia e da Brescia per l’anno 2015

Il 5 aprile OPAL ha presentato i dati Istat ed Eurostat sulle esportazioni di armi dall'Italia e da Brescia per l'anno 2015

I dati recentemente resi noti da Istat e Eurostat mostrano per il  2015 un lieve decremento delle esportazioni di armi e munizioni dall’Italia e da Brescia. Ma persistono le esportazioni di armi per le polizie e gli apparati di sicurezza di regimi repressivi come l’Egitto al quale, nonostante la decisione del Consiglio dell’Unione europea di sospendere le licenze di esportazione “di ogni tipo di materiale che possa essere utilizzato per la repressione interna”, il governo Renzi, dopo aver autorizzato nel 2014 l’invio più di 30mila pistole prodotte nella provincia di Brescia, nel 2015 ha fornito 3.661 fucili, in gran parte esportati da un’azienda della provincia di Urbino.

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